Lo stress è uno dei disagi più subdoli e preoccupanti del tempo presente in quanto si manifesta con sintomi difficili da inquadrare ma può portare le persone a debilitarsi e anche al deperimento organico. Si tratta di una situazione molto importante studiata dalla comunità scientifica con sempre maggiore attenzione ma che può essere efficacemente contrastata con la pratica dello yoga.
Lo yoga è quindi antistress?
Certamente. La combinazione fra le asana e la tecnica di respirazione del pranayama si impegna a rilassare le persone che lo praticano e quindi a combattere i fenomeni stressanti che si vivono nella quotidianità. Lo yoga aumenta la consapevolezza e la forza interiore delle persone sapendo di poter contare su armi vincenti quanto naturali e a loro completa disposizione ogni volta che scelgono di rilassarsi e di contrastare lo stress in modo efficace. Vediamo quindi due esercizi di yoga antistress da attuare comodamente ogni volta che se ne percepisce la necessità.
La posizione della montagna: anche se apparentemente questa posizione non implica movimenti o torsioni complesse, si rivela molto importante per contrastare lo stress. Per entrare nella posizione della montagna flettiamo il busto verso il basso e camminiamo con le mani fino a che il corpo non forma una sorta di V invertita. I talloni spingono giù verso il tappetino, il collo è rilassato e le mani sono ben aperte. Da questa posizione è possibile iniziare a respirare in modo ponderato ascoltando il respiro entrare e uscire dal naso e seguendo il suo naturale movimento.
La posizione del saluto: questa asana, molto semplice, richiede di sedersi con le gambe incrociate e di unire il pollice e l’indice in Chin Mudra (il mudra che sigilla la nostra energia). Anche in questa posizione, più dolce rispetto a quella più tesa della montagna, si deve iniziare una sessione respirazione controllata che aiuta a rilassare l’organismo e ad aumentare il flusso del sangue e delle linfe. Inspiro gonfio il torace e riempio i polmoni fino alla parte più alta, espiro lascio lentamente andare. La posizione si presta inoltre alla meditazione, infatti gli allievi allenati possono iniziare a meditare sulle cause dello stress in modo lucido e autonomo, individuando quali sono i nodi sociali, personali ed ambientali da sciogliere nella loro vita.
La posizione del bambino. Iniziamo dalla posizione in ginocchio e portiamo lentamente il busto e il capo in appoggio a terra. Le mani e le braccia vengono tenute ben distese sui fianchi consentendo non solo di sciogliere le tensioni accumulate nella zona del collo e della schiena, ma generando un positivo ritorno alla terra e alla scoperta del proprio corpo.
La posizione dell’albero: perfetta perché richiede concentrazione per essere attuata nel migliore dei modi. La posizione dell’albero si attua in piedi portando la pianta del piede destro sull’interno coscia sinistro. Se troppo difficile, possiamo portare la pianta del piede destro sulla caviglia sinistra semplicemente e rimanere con le mani giunte davanti il cuore. Il busto deve essere mantenuto eretto e le mani vanno allungate fino a congiungersi nel punto più alto sopra il capo. L’asana dell’albero richiede equilibrio, lucidità e forza, quindi può essere attuata quando lo stress raggiunge alti picchi e il corpo chiede di disintossicarsi senza pensare a nulla, ma concentrandosi solo sulla sua forza e sulla sua presenza.
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