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Tre facili posture yoga per riposare meglio

Lo yoga aiuta in modo importante a combattere l’insonnia e i disturbi del sonno, in quanto rilassa la mente e aiuta a smaltire le tossine in eccesso. Se praticati nelle ore serali, alcuni esercizi riescono quindi a favorire l’insorgenza del sonno liberando la mente dai pensieri accumulati durante la giornata e permettendo di sciogliere le tensioni. Agendo sui punti chiave, il collo, la schiena  e gli arti, questi esercizi sono in grado di allungare i muscoli e quindi di predisporli al sonno. Molti animali prima di dormire e di svegliarsi attuano degli esercizi che ne distendono la muscolatura, in modo da prepararsi al riposo nel modo più benefico possibile. Lo yoga asseconda questo principio naturale e crea una distensione benefica che anticipa il riposo e predispone i soggetti che lo praticano a combattere le tensioni di fine giornata. Vediamo quindi tre utili esercizi di yoga per riposare in modo migliore:

 

La Sukasana con flessione

gambe incrociate

Si tratta di una posizione molto semplice  e benefica. E’ necessario sedersi con le gambe incrociate e tenere in piedi di fronte un cucino abbastanza spesso, oppure una coperta ripiegata. Ora da questa posizione bisogna sporgersi in avanti con i busto tenendo la le braccia appoggiate al cuscino e quindi la fronte appoggiata sulle braccia stesse. E’ possibile mantenere la posizione per un paio di minuti, fino a che non si avverte lo scioglimento delle tensioni muscolari legate alla schiena e alla zona cervicale. La respirazione deve presentarsi lenta e regolare.

 

La Supta baddha konasana

yoga sonno

Anche questa asana mira a rilassare la zona della schiena e anche le gambe, in quanto coinvolge tutto il corpo e lo libera dallo stress accumulato durante la giornata. La posizione si attua da supini, posizionando questa volta il cuscino longitudinalmente sotto la schiena, in modo che sia la stessa zona posteriore che il capo vi siano appoggiati. Ora è importante aprire il petto e riposare le braccia con i palmi rivolti verso l’alto. Le piante dei piedi si uniscono formando una figura armoniosa. La posizione deve essere mantenuta per almeno un minuto e accompagnata da una respirazione yogica di intervalli di inspirazione ed espirazione profondi, almeno di 6 secondi per l’espirazione e di 3 secondi per l’inspirazione. Chi non soffre di difficoltà respiratorie può attuare un secondo di ritenzione, ovvero trattenere il respiro per un breve secondo fra le due fasi respiratorie.

 

 

La Viparita karani

asana yoga

Si tratta di un’asana leggermente più complessa, ma utilissima per sciogliere le tensioni che si accumulano nella zona lombare. La forma delle gambe deve formare un arco, per cui è buona norma cercare di sostenere con le mani il bacino per arcuarlo senza fatica. Questa asana aiuta a sostenere la schiena, apporta un flusso benefico di sangue e di linfa nelle gambe e quindi rilassa tutti gli arti inferiori nello stesso momento.

 

 

 

 

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