Ti è mai capitato di entrare in una classe di yoga e sentire Namaste ripetuto diverse volte? Oggi puoi scoprire il vero significato di questa meravigliosa parola, come recitarla e il contesto in cui nasce. Io l’ho scoperto casualmente, leggendo diversi libri sulla cultura sanscrita e indiana e solo dopo mi sono accorta di come sia particolarmente diffusa in ogni contesto riguardante la filosofia yoga.
Indice
Origine della parola
Namaste, namastè o namaskar: queste tre parole si ricollegano all’antico saluto indiano usato anche oggi. Come alcuni di voi già sapranno, la parola namaskar è presente anche in Surya Namaskara, termine sanscrito che indica la pratica yogica del saluto al sole. In india tale parola veniva usata per diversi scopi ad esempio:
- mostrare sottomissione
- mostrare rispetto verso un saggio
- mostrare rispetto verso la persona che si ha di fronte
Oltre ad essere una parola, Namaste viene considerato anche un mudra, un gesto compiuto con le mani praticato frequentemente durante le pratiche di yoga. Antichi testi indiani ritraggono yogi che recitano Namaste con le mani giunte davanti al cuore in Anjali Mudra, simbolo di unione spirituale tra la mente ed il cuore. L’origine antica della parola è divisa in
- Namas= saluto, inchino
- Te= a te.
Quindi “mi inchino a te, saluto te“.
Il senso spirituale della parola sanscrita però ha un significato ben più ampio: la mia anima si inchina alla tua anima e la mia anima spirituale riconosce la tua anima spirituale. Recitare namaste con le mani unite vicino il cuore equivale a riconoscere l’essere spirituale in ogni persona, onorare il divino presente in ognuno di noi e rispettare il prossimo.
Altri significati spirituali
Oltre ad “inchinarsi di fronte all’anima del prossimo e riconoscerne la vera essenza”, namaste possiede molti altri significati conosciuti nel contesto yogico.
- Grazie alla luce presente dentro di me, riesco a riconoscere la luce presente dentro di te
- La mia anima umile si inchina alla tua anima umile
- Attraverso l’unione di corpo e mente, riconosco il mio potenziale divino e mi inchino alla tua anima divina.
Come puoi notare, nello yoga l’individuo si unisce sempre al prossimo. L’uomo infatti è solo una piccola goccia in mezzo ad un immenso oceano di coscienze luminose e da solo non potrebbe sussistere. L’essere umano viene innalzato e glorificato al fine di innalzare e illuminare gli altri.
Quando un insegnante di yoga pronuncia namaste, si sta inchinando di fronte i suoi allievi e sta riconoscendo la loro anima spirituale mostrando gratitudine e riverenza.
Perchè namaste si recita a mani giunte?
Come abbiamo già accennato precedentemente, le mani giunte simboleggiano un antico mudra indiano chiamato Anjali Mudra (da Anjali=onorare). Quando si portano le mani unite davanti il cuore stiamo ricongiungendo lo spirito con la materia, il razionale con l’intuitivo, l’emisfero destro del cervello con l’emisfero sinistro. Per queste ragioni,
viene considerato un mudra efficace nei casi di ansia, frustrazione e indecisione di fronte ai bivi che la vita pone costantemente. Portare le mani in Anjali Mudra vuol dire essere grato con la vita e accettare le condizioni positive e negative dell’esistenza oltre che saper trarre nuova energia da ogni problema.
Tale mudra riesce anche a lavorare sul chakra del cuore (anahata chakra) e sbloccare eventuali tensioni emotive situate nella zona del plesso solare. Quando anahata chakra è puro, la mente e il cuore risuonano all’unisono e l’individuo riconosce in se stesso immense potenzialità.
Come e quando
Se vuoi provare Anjali Mudra ti basta unire il palmo delle mani, chiudere gli occhi e rilassare i muscoli del viso. Adesso porta l’attenzione al palmo delle mani e cerca di creare un leggero spazio, come se volessi custodire una piccola sfera di energia. Comincia a sviluppare una debole pressione tra i polpastrelli e alla base delle mani. Ascolta il cuore e la tua mente, lascia andare i pensieri e concediti qualche minuto di totale presenza al 100% qui ed ora.
Quando pratichi yoga potrai portare le mani giunte in diverse occasioni:
- durante la meditazione a gambe incrociate
- all’inizio del saluto al sole
- durante l’esecuzione di alcune posizioni yoga: parivritta utkatasana (posizione della sedia in torsione), Ashwa Sanchalanasana (posizione equestre), malasana (posizione della ghirlanda) e tante altre.



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